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Pasqua 2020

AL CALVARIO “Dio mio, Dio mio perché …”? Mt 27, 31-56.

Mercoledì 1° aprile.

Dopo la condanna, Gesù viene condotto al supplizio. Siamo al culmine dell’opera di Gesù, poi entrerà in scena il Padre, risuscitandolo dai morti.

   Matteo riassume in poche parole la via della Croce (“lo condussero via per crocifiggerlo”, e anche la crocifissione (quando poi l’ebbero crocifisso”). La furia omicida degli uomini è peccato, non può essere narrata come Vangelo. A Matteo non interessa neanche il motivo per cui i soldati si divisero le vesti, né il titolo”Re dei giudei”. Matteo sembra obbligare il lettore (ciascuno di noi), a guardare quanto capita, ascoltando allo stesso tempo quello che i profeti hanno detto. In questo modo l’agire degli uomini quasi scompare per contemplare il compimento della volontà di Dio, che ci salva in Gesù.

   Contempliamo anche noi: la croce è l’immagine più pura e più alta che Dio ha dato di se stesso. Dobbiamo solo inginocchiarci ai piedi della croce: vediamo un uomo nudo, inchiodato e morente. Un uomo con le braccia spalancate che non chiede niente per sé. La suprema bellezza della storia è quella che avviene sul Calvario dove l’amore è scritto con l’alfabeto delle ferite, unico indelebile. La croce è l’incontro del cielo dentro la terra, il punto dove un amore eterno penetra nel tempo come una goccia di fuoco e divampa. Ora continuiamo,con alcune parole importanti del vangelo.

–  “Non volle bere” (27,31b-37). E’ l’ultima volta che si usa questo verbo “volere” con soggetto Gesù, spesso riecheggiato nel vangelo (dal paralitico guarito: lo voglio, sii purificato … al Getsemani, non come voglio io, ma come vuoi tu …). Gesù, non volendo bere quel vino destinato ad alleggerire le sue sofferenze, manifesta ancora una volta, la sua totale donazione di sé nella fedeltà al Padre. Solo così la sua morte può divenire “riscatto per molti”.

–   “Dio lo liberi …” (27,38-44). E’ la scena degli insulti. La rivelazione di Gesù si fa ancora più evidente. Gesù è crocifisso in mezzo a due malfattori. Tra le imprecazioni dei passanti e gli insulti dei gran sacerdoti e degli scribi, ci sono due frasi del salmo 22 (“scuotendo il capo … ha confidato in Dio, lo liberi se gli vuol bene), che invitano a leggere tutto come storia di salvezza. I passanti e i gran sacerdoti… i capi si rifanno nei loro insulti a quanto è avvenuto durante il giudizio religioso. Si sentono tutti vittoriosi e mettono in ridicolo tutte le pretese di Gesù: i suoi atti di potenza, il suo sentirsi Messia. Ridicolizzano la sua capacità di distruggere il tempio e di ricostruirlo e lo invitano a discendere dalla croce. Le frasi assomigliano a quelle delle tentazioni. E’ la prova suprema come tentazione, e Gesù, non scendendo dalla croce, rinuncia volontariamente ad un messianismo eclatante. E’ la vittoria sul tentatore, è continuare a vivere di ogni parola che esce dalla bocca di Dio. “Ha confidato in Dio”… Non solo insulti a Gesù, ma sfida a Dio stesso. Non l’avessero fatto, Dio risponde subito e dimostra d’ora in poi che Gesù, il Figlio dell’uomo, è seduto accanto a lui nella gloria. E’ l’inizio della manifestazione gloriosa, perché Gesù è rimasto sino alla fine fedele al Padre.

–   “Il velo del tempio si squarciò(27,45-54). Le tenebre e il terremoto sono una tipica manifestazione di fede: è la coreografia delle manifestazioni di Dio. Sul Calvario c’è questa manifestazione del giudizio di Dio e dell’inizio dei tempi nuovi e definitivi. Dio risponde immediatamente con le tenebre che si estendono su tutta la terra alla sfida dei sacerdoti, capi… .

  Gesù confidando in Dio prega: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”. E’ un salmo di fiducia (22), che esprime in maniera forte quel senso di desolazione che si sente quando la morte, antitesi del Dio vivente, non permette di sentirne viva la presenza. Il grido ripetuto di Gesù, anche se i presenti continuano negli insulti, è un grido di vittoria. Subito infatti “il velo del tempio si squarciò…”. Il velo lacerato dice che il culto antico è superato e che Dio ora lo rifiuta. E’ Dio che entra in giudizio con chi ha rifiutato il suo Inviato, dando inizio ai tempi nuovi. D’ora in poi la vigna passerà ad altri, il Regno sarà dato ad altri e Gesù sta per diventare, mediante la resurrezione, “pietra angolare” di quel nuovo tempio che è l’opera di Dio. Morendo in croce, Gesù ha dato inizio alla sua vittoria sulla morte. Il Calvario ci parla della Pasqua di Gesù – morte e resurrezione – come vittoria perfetta sul male e salvezza per gli uomini, perché Dio era con Lui. “Chi perderà la propria vita, la troverà” . Gesù l’ha persa e l’ha ritrovata ne Padre.-   Alcune testimoni. (27,55-56). La loro presenza non solo è testimonianza di quanto è avvenuto sul Calvario, ma invito ad aspettare il compimento di ciò che ancora non è diventato evento.

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