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Testimoni della Vera Speranza

TESTIMONI DELLA VERA SPERANZA 13 – GUARDARE CON L’OCCHIO DEL CONTADINO

Vorremmo concludere questa sera questo intenso cammino di riflessione sul tema della speranza, che ha trovato risposta gioiosa, risonanze significative che ci siamo comunicati, in un dialogo sincero e carico di fede.

Abbiamo scoperto nel Vangelo che sono felici solo quelli che: ascoltano la Parola di Dio e la vivono ogni giorno. E questo domanda tempo, verifiche, fatiche, preghiera…

 Per continuare uniti, pensiamo, a cominciare dalla prossima settimana, di organizzarci così:

–  Al martedì sera, invieremo la riflessione scritta sul Vangelo della domenica (sempre quella successiva). Allarghiamo a chi vuole, l’esperienza dell’Ascolto della Parola di Dio, in attesa anche di poterlo rivivere insieme.

–   Al giovedì alle 19.15, il video messaggio continuando le riflessioni sul tema della speranza.

–    Raccoglieremo fino a venerdì sera, le risonanze interiori, per trasformarle in preghiera, da rivolgere a Dio nella celebrazione della S. Messa della domenica. L’Eucarestia è il nostro ringraziamento a Dio Padre, attraverso l’offerta del sacrificio di Cristo, a cui è unita la nostra vita e la nostra storia.

Chi desidera, molto brevemente, è invitato a esprimersi più o meno così: 

In questa settimana, illuminato dallo Spirito Santo,

– vorrei ringraziare Dio Padre per …

– nella preghiera vorrei chiedere …

Uniremo tutte le preghiere per la celebrazione della S. Messa della domenica. Ve le manderemo sabato sera, in modo che le facciate vostre. 

Esprimete la vostra opinione su tutto questo, su queste scelte …

Ora un ultimo pensiero, che diventa preghiera. Chiediamo a Dio di aver l’occhio del contadino nel guardare la storia con speranza. L’occhio profano vede un campo di zolle aride, l contadino invece, vede che fra poco arriverà il germoglio e il frutto. Siamo invitati a vedere i virgulti di speranza della nostra storia. Non dimentichiamo:  La speranza viene a noi con piccole e povere cose, non con i bagliori di improvvisi prodigi. Viene con quella semplicità che hanno tutte le cose più essenziali e necessarie, l’aria, la luce, l’acqua, il respiro. Viene come germoglio in cui pulsa la forza dell’albero alto. (E. Ronchi)

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