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dalla Chiesa

Lettera di Natale 2020 di p. Mario Bianchin PIME (Yurigaoka-Giappone)

Carissimi, 
BUON NATALE!

Forse quest’anno, con mascherine e a distanza, a motivo del “coronavirus” che ha fatto irruzione nelle nostre vite all’inizio dell’anno, dobbiamo farci anche gli AUGURI… “sottovoce” ! 

Ma forse proprio per questo, quest’anno il santo Natale deve brillare “per noi” ancor più di quella “luce nuova” che anche colse di sorpresa i pastori, che nella notte vegliavano il loro gregge. 

La luce del Natale e’ da sempre una “LUCE NUOVA”, una luce “dal Cielo” che brilla nelle tenebre della nostra notte. Ma quest’anno forse ci è donato di poterlo comprendere anche meglio. 

Quello che colpì anche me fin dall’inizio, è infatti che questo virus si comunica attraverso l’alito, attraverso il respiro. E mi chiedevo: ma come possiamo vivere senza respirare? Senza l’alito del respiro non c’è la vita! 

Dalla nascita respiriamo, e la morte è segnata dall’ultimo respiro! 

Ebbene, mi sembra che questa esperienza inaspettata ci aiuti a capire meglio come anche la VITA NUOVA che riceviamo al Battesimo, attraverso la Fede in Gesù’ “Signore” , sia bene espressa dall’ALITO dello Spirito Santo, che appunto lì ci viene donato. 

Questo “alito” dello Spirito che ci è donato con la Fede NON porta morte ma porta VITA! anzi, rende puro anche l’alito inquinato che portiamo in noi a causa del peccato originale!  si, meglio ancora del “vaccino” per questo virus, che tanto sospiriamo e che tutti attendiamo. 

Questo “alito” che è l’ ALITO di Dio”, ce lo porta Gesù che nasce, ce lo porta il Suo santo Natale!  

Come ben ricordiamo, il testo sacro racconta che Dio creò il mondo come un giardino, e vi pose l’UOMO, creato a sua immagine e somiglianza. 

E dice così: 

“Allora il Signore Dio formò l’uomo dalla polvere della terra,/ e soffiò nelle sue narici un ALITO di vita, / e l’uomo divenne un essere vivente” (Genesi 2,7). 

Mi è parso perciò che anche questa esperienza del virus, che causa così tanta sofferenza, ci può aiutare a comprendere meglio il santo Natale, e come “festeggiare il santo Natale” significhi  “celebrare la gioia” che il Bambino Gesù’ ci porta in dono, quella [di poter respirare l’ALITO della vita “nuova”], la vita di Dio in noi.   

OGGI, perciò, davanti al Presepio, davanti a Dio che nasce “UOMO NUOVO” in mezzo a noi… “sottovoce” ci scambiamo anche noi -unito alla preghiera- questo AUGURIO: 

che anche noi possiamo trovare sempre di nuovo “la VITA NUOVA in Lui”, che morendo sulla Croce ci fa  sempre di nuovo  [il DONO del “SUO” ALITO  di vita nuova], il dono del Suo Spirito (cfr. Gv. 19,30). 

BUON NATALE e BUON ANNO 202

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