IL SIGNORE LIBERA L’UOMO DA TUTTO CIÒ CHE LO IMPRIGIONA – Mc 1, 21-2

Parrocchia di Fontane
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IL SIGNORE LIBERA L’UOMO DA TUTTO CIÒ CHE LO IMPRIGIONA - Mc 1, 21-2
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Vangelo

21Andarono a Cafarnao e, entrato proprio di sabato nella sinagoga, Gesù si mise ad insegnare. 22Ed erano stupiti del suo insegnamento, perché insegnava loro come uno che ha autorità e non come gli scribi. 23Allora un uomo che era nella sinagoga, posseduto da uno spirito immondo, si mise a gridare: 24«Che c’entri con noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci! Io so chi tu sei: il santo di Dio». 25E Gesù lo sgridò: «Taci! Esci da quell’uomo». 26E lo spirito immondo, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. 27Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Una dottrina nuova insegnata con autorità. Comanda persino agli spiriti immondi e gli obbediscono!». 28La sua fama si diffuse subito dovunque nei dintorni della Galilea.

Commento

Gesù con i quattro pescatori chiamati entra a Cafarnao. Come loro, anche noi seguiamolo, per entrare in sintonia con lui, per imparare un modo nuovo di vivere, quello di Gesù. Marco ci descrive le prime impressioni che Gesù ha fatto sulla gente. L’inizio del ministero di Gesù è caratterizzato dalla sua “autorità” sia nell’insegnamento, che nel comandare agli spiriti impuri e “questi gli ubbidiscono”. L’annuncio del regno di Dio da parte di Gesù è subito accompagnato dalla sua attività di guaritore e di esorcista, come segno dell’intervento di salvezza di Dio nei confronti del suo popolo, segno che il regno di Dio annunciato dai profeti è finalmente giunto. Solo la fede  può percepire questa misteriosa presenza del regno di Dio, già operante, anche se  invisibile. 

Marco ci porta subito nell’ambiente  della sinagoga. A quel tempo, nella Palestina c’erano sinagoghe non solo nei grandi centri, ma anche nelle piccole città e villaggi. Gli Israeliti ci andavano per la preghiera  e per la lettura e spiegazione della Scrittura. Ogni israelita poteva chiedere la parola e intervenire. Così fa Gesù che entra nella sinagoga, prende la parola per insegnare. Gesù è già in piena missione, i discepoli lo osservano per imparare da lui. 

Fedele al comandamento del sabato, Gesù si reca nella sinagoga dove è riunita la comunità. Quel giorno toccò a lui leggere la parola e darne la spiegazione. Non sappiamo cosa quel giorno abbia insegnato. Ma ci viene detto che si è trattato di un insegnamento nuovo, mai sentito prima o altrove. Nella parola di Gesù si avverte la presenza della novità di Dio: qualcosa che ti rigenera, rinnova e ringiovanisce. Proprio quella parola che uno andava cercando, magari senza saperlo.

Ed erano stupiti del suo insegnamento. Lo stupore, esperienza felice e rara: è la capacità di incontrarsi, ogni volta che incontriamo qualcuno che ha parole che trasmettono la sapienza del vivere. Proviamo anche noi a stupirci davanti al Vangelo, guardando a Gesù come innamorati, ascoltando come bambini, pronti a meravigliarci. I quattro pescatori, come noi, non sono pronti, preparati alla novità, come non lo siamo noi. Loro erano affascinati dal giovane maestro, e rimangono sorpresi.

Gesù insegnava come uno che ha autorità. Autorevoli sono soltanto le parole di chi è amico della vita. Gesù è sempre a favore dell’uomo. Autorevoli sono soltanto le parole di chi è credibile, perché dice ciò che è, ed è ciò che dice: quando cioè il messaggero ed il messaggio coincidono. Anche noi, se non vogliamo essere testimoni che nessuno ascolta, in quanto non convincenti, dobbiamo prima di tutto vivere, diventare Vangelo. Spesso i testimoni silenziosi sono più efficaci e autorevoli di coloro che parlano. Gesù legge L’Antico Testamento e lo dichiara compiuto. Gesù parla dell’”oggi” di Dio. E l’”oggi” è salvezza. Lo dimostrano subito i fatti. 

C’era un uomo posseduto da uno spirito impuro. L’uomo di Cafarnao frequenta il luogo sacro, recita le benedizioni e le preghiere dell’Israelita, ha le sue devozioni, eppure in lui abita un demone.

Era nella sinagoga e nessuno se ne era mai accorto. Il demonio non si sentiva a disagio con gli osservanti del sabato, con i soliti maestri che annunziavano la futura salvezza, ora però si sente sconvolto dalla salvezza che si rivela in Gesù: capisce che la sua rovina è giunta. Gesù mostra che Dio è liberatore, che combatte contro tutto ciò che imprigiona l’uomo. I demoni se ne accorgono: che c’è fra noi e te Gesù di Nazaret? Sei venuto a rovinarci?  Sì, Gesù è venuto a rovinare tutto ciò che rovina l’uomo, a demolire prigioni, distruggere questo regno ingannatore degli uomini, che spesso sono genuflessi davanti a lui. E’ venuto a portare spada e fuoco contro tutto ciò che non è amore. Rovina il regno dei desideri sbagliati che si impossessano e divorano l’uomo: denaro, successo, potere, egoismi, paure, depressioni. Siamo credenti ad una condizione: se Cristo riesce a cambiare la nostra vita.

A questi desideri, padroni del cuore, Gesù dice due sole parole: taci, esci da lui. Quando Gesù entra in scena, inizia la pace paradisiaca, il potere del male deve ritirarsi. Tace e se ne va questo mondo sbagliato. Va in rovina perché nasca un mondo nuovo, come aveva sognato Isaia: vanno in rovina le spade diventando falci, si spezza la conchiglia e appare la perla. Perla della creazione è l’uomo libero e amante. Possiamo diventarlo anche noi, se il Vangelo diventa passione e incanto.

Il Vangelo è invito ad interrogarci seriamente sulla nostra vita: con Gesù ci opponiamo al male presente nell’umanità in tutte le sue forme? Come Gesù portiamo aria di libertà, briciole di liberazione da ciò che reprime e soffoca l’umanità: maschere e paure?  Padre Turoldo diceva: “Cristo, mia dolce rovina, gioia e tormento tu sei! Impossibile amarti impunemente. Dolce rovina, Cristo, che rovina in me tutto ciò che non è amore, impossibile amarti senza pagarne il prezzo in moneta di vita! Impossibile amarti e non cambiare vita e non gettare dalle braccia il vuoto che non accresce gli orizzonti che respiriamo”.

 Gesù appare come il Signore per il suo insegnamento, per la paura che infonde allo spirito impuro, per l’autorità con cui comanda. Basta la sua parola e il demonio fugge. Davvero il Regno di Dio si è fatto vicino. Ora la salvezza è possibile. Il racconto termina con lo stupore e la paura di fronte alla grande autorità di Gesù.La fama si diffonde ovunque. Non è Gesù che annuncia: Sono gli altri che annunciano ovunque l’inizio del Vangelo di Gesù. È il compito che oggi viene affidato a noi.